Dialetto pt


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nota  esplicativa
Per una corretta lettura consiglio l’ uso delle seguenti indicazioni.

Alla lettura e scrittura della lingua italiana occorre aggiungere :
ä
 a    prolungata o doppia
ë
 e    prolungata o doppia
ï
  i    prolungata o doppia
ö
 o    pr

olungata o doppia
ü
 u    prolungata o doppia
ε
 lettera muta
ə
 suono onomatopeico   «æ»  gutturale.
aw
auə
es.: dove vai? ;  aw viə? awə viə? ; aiaw viə? aiawə  viə?
ew
euə
es.: (eventuale)
iw
iuə
es.: (eventuale)
ow
ouə
es.: noi ; now nowə ; anghiouw basta.
uw
üə
es.: (eventuale)
Ovviamente le suddette regole ammettono le relative eccezioni. 

* Le traduzioni in vernacolo putignanese comportano inevitabilmente delle variazioni e adattamenti per consentire una interpretazione più consona alle caratteristiche del testo originale e nel contempo esaltare le caratteristiche fonetiche tipiche del vernacolo stesso. 
* A beneficio della comunità putignanese è la prossima pubblicazione di un mio saggio che ho affidato in esclusiva al quindicinale il giornale  diretto da C. Loliva.
* Si precisa che sono in corso nuovi aggiornamenti personali e di quanti intendono liberamente concorrere inviando suggerimenti e/o correzioni a/m servizio postale o posta elettronica a   info@studioagan.it
Le opere in vernacolo saranno parte integrante di una Raccolta di prossima pubblicazione e come tale saranno soggette al diritto di copyright.   
Grazie per la cortese attenzione.
   
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PRECISAZIONI

Per una corretta e per quanto più possibile ed esaustiva interpretazione del vernacolo putignanese mi sono avvalso, per la scrittura, di alcuni fondamentali accorgimenti per rendere coerente e logica la scrittura con la pronuncia ed in sintonia con la fonetica. Si precisa che correntemente le parole in vernacolo sono tradizionalmente pronunciate con un evidente prolungamento della vocale dell’ultima sillaba, ed in modo marcato da persone anziane. Ciò determina un particolare ritmo e singolare musicalità.
Le lettere - a, e, i, o, u -  dell’ultima sillaba si pronunciano con suono prolungato e per questo motivo sono scritte con la dieresi. 
Ovvero  ä , ë , ï , ö , ü  vanno lette con suono prolungato o doppio.
es.:
la nave: a näv a naav; il fuso: u fös " u foos; il vino: u mmïr " u mmiir.
La lettera  ε  "  non si pronuncia. E’ usata tra due consonanti per scandirle meglio, oppure è introdotta per evitare il raggruppamento di troppe consonanti. Può seguire una singola consonante conferendo così un po’ di eleganza alla scrittura. 
La lettera ə " suono onomatopeico gutturale [œ] e finale di petto.
(come in inglese il finale di paper  ; never).
es.:
io  "  eiə  "  si pronuncia insieme : e + i + il suono gutturale (oe).
mio "  meiə  "  m + e + i + il suono gutturale (oe).
Altri accorgimenti sono oggetto continuo di studio e di perfezionamento con aggiunte di nuove definizioni. Il lettore può notarlo leggendo attentamente le opere tradotte e i relativi aggiornamenti. 
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